Quando ho capito che il mio balcone stava diventando “casa” per i piccioni, la prima reazione è stata di sconforto. Poi ho chiamato mia nonna, che con la calma di chi ne ha viste tante mi ha detto una frase semplice: “Non devi fare una guerra, devi solo rendergli il posto poco interessante”. Ed è lì che ho iniziato a liberarmi davvero del problema, un passo alla volta.
Prima di tutto, capisci perché tornano
I piccioni (o meglio, il piccione cittadino) non si affezionano al tuo balcone per romanticismo. Tornano perché trovano tre cose:
- Appoggio comodo (ringhiere, davanzali, condizionatori)
- Riparo (angoli riparati dal vento, vasi grandi, nicchie)
- Tracce (guano e piume “segnalano” che il posto è sicuro)
Quindi sì, i rimedi funzionano molto meglio se prima fai una piccola “bonifica” con guanti e detergente, e poi mantieni la superficie pulita. È noioso, lo so, ma è la base.
Trucchi olfattivi: quando l’odore fa la differenza
Il consiglio più “da nonna” è stato questo: usare odori sgradevoli per convincerli a cambiare rotta. Io ho iniziato con metodi semplici e naturali, da alternare ogni tanto perché i volatili si abituano.
Spezie e aromi forti
Funzionano bene in zone piccole, vicino ai punti di appoggio.
- Pepe e peperoncino in polvere, sparsi in modo leggero (meglio se in ciotoline o sacchetti traspiranti per evitare che volino via)
- Cannella per chi preferisce un odore più tollerabile in casa
Oli essenziali e piante aromatiche
Qui ho avuto la svolta, perché oltre a essere utili, rendono il balcone più bello.
- Qualche goccia di olio essenziale di menta o lavanda su batuffoli di cotone, da mettere in vasetti forati
- Piantine di menta, rosmarino, basilico, lavanda vicino ai punti dove atterrano
Nota pratica: la menta è generosa, anche troppo, quindi meglio in vaso.
E la naftalina?
È un rimedio tradizionale molto citato: si mette in sacchetti di tela da appoggiare nei vasi o appendere vicino al davanzale. Io però qui ho fatto attenzione. La naftalina ha un odore forte e può essere fastidiosa, soprattutto in spazi piccoli e in presenza di bambini o animali domestici. Se vuoi usarla, fallo con prudenza, in quantità minima e in punti ben ventilati. In alternativa, spezie e oli essenziali sono più “conviviali”.
Dissuasori visivi: luce, movimento e un pizzico di teatro
Un altro trucco della nonna è stato “falli sentire osservati”. Non serve un falco vero, basta creare riflessi e movimento.
Ecco cosa ha funzionato sul mio balcone:
- Vecchi CD appesi con filo, così oscillano e riflettono la luce
- Strisce di carta di alluminio legate alla ringhiera (si muovono e frusciano)
- Girandole colorate: sembrano un gioco, ma con il vento diventano un deterrente
Il segreto è posizionarli vicino ai punti di atterraggio, non “a caso” in un angolo.
Soluzioni meccaniche: la scelta più stabile nel tempo
A un certo punto ho capito che i rimedi naturali erano ottimi per iniziare, ma se vuoi una soluzione davvero duratura, le barriere fisiche vincono.
Le opzioni più comuni sono:
- Dissuasori a punte (quelli che impediscono l’appoggio su cornicioni e ringhiere)
- Cavi in acciaio tesi, che rendono instabile l’atterraggio
- Reti o barriere, utili se i piccioni entrano in una nicchia o sotto una tettoia
Qui la regola è semplice: se non possono posarsi, non possono “insistere”. E la loro abitudine si spezza.
Lo spaventapasseri “di casa”: riciclo intelligente
Il tocco finale, quello che mi ha fatto sorridere, è stato lo spaventapasseri in versione balcone. Non serve una figura enorme: basta un elemento che somigli a una presenza e si muova.
Idee pratiche:
- Vecchia camicia infilata su un bastone, con maniche riempite di carta
- Cappello o sciarpa per dare “volume”
- Nastri colorati o oggetti leggeri che si muovono col vento
Sembra banale, ma nei primi giorni ha ridotto i tentativi di atterraggio.
La mia “ricetta” finale, semplice e realistica
Se dovessi riassumere i consigli di mia nonna in un piano che funziona davvero:
- Pulizia accurata per togliere le tracce
- Odori forti (spezie, piante, oli essenziali) nei punti giusti
- Riflessi e movimento per disturbare l’atterraggio
- Se continuano, passare a una soluzione meccanica mirata
Così mi sono liberata dei piccioni senza stressarmi ogni giorno. E la cosa più bella è che il balcone è tornato ad essere mio, non per magia, ma perché ho reso il posto poco interessante, esattamente come aveva previsto la nonna.




