Non basta sciacquare lo spazzolino: ecco il metodo corretto per disinfettarlo dai batteri

Ti confesso una cosa: per anni ho pensato che bastasse sciacquare lo spazzolino sotto l’acqua e riporlo. Poi ho iniziato a chiedermi perché, nonostante l’attenzione all’igiene orale, l’oggetto che entra in bocca due volte al giorno resti spesso… umido, esposto, e pieno di sorprese invisibili. La verità è semplice: il risciacquo è necessario, ma non è una vera disinfezione.

Perché il solo risciacquo non basta

Le setole trattengono micro-residui e umidità. In quell’ambiente, alcuni microrganismi possono sopravvivere e, in certe condizioni, aumentare. Gli studi in laboratorio hanno osservato una riduzione più netta della carica microbica quando si usa un metodo di immersione, rispetto al solo passaggio sotto acqua corrente.

Tra i nomi che ricorrono più spesso ci sono Streptococcus mutans, Staphylococcus aureus, Escherichia coli e Lactobacillus rhamnosus, ospiti potenzialmente indesiderati quando cerchiamo pulizia, non compagnia.

Il metodo più efficace e pratico: aceto bianco al 50% per 10 minuti

Se vuoi un’azione concreta, economica e “da dispensa”, la soluzione che spicca è questa: aceto bianco diluito.

Come fare (routine semplice):

  1. Prepara un bicchiere con 50% aceto bianco e 50% acqua.
  2. Immergi la testina dello spazzolino per 10 minuti (solo le setole, se possibile).
  3. Sciacqua molto bene sotto acqua corrente.
  4. Lascialo asciugare in verticale, all’aria.

Questo metodo, in test controllati, è risultato tra i più efficaci contro diversi batteri, ed è proprio il tipo di soluzione “realistica” che puoi ripetere senza trasformare il bagno in un laboratorio.

Alternative valide: acqua ossigenata, collutorio, bicarbonato

Non hai aceto o preferisci alternare? Ci sono opzioni sensate, con tempi e attenzioni diverse.

Acqua ossigenata o collutorio antisettico (15 minuti)

Alcuni studi riportano che acqua ossigenata o collutorio antisettico possono eliminare i germi testati con un ammollo di circa 15 minuti.

Punti chiave:

  • Immergi le setole, non il manico se non necessario.
  • Risciacqua abbondantemente dopo, per evitare residui e sapori persistenti.
  • Utile anche come metodo “rapido” una o due volte a settimana.

Bicarbonato di sodio (da 15 minuti a 2 ore)

Il bicarbonato di sodio è un altro classico, più delicato e versatile:

  • Spazzolino manuale: immersione in acqua con bicarbonato anche fino a 2 ore.
  • Spazzolino elettrico: meglio restare su 15 o 20 minuti, per evitare stress inutili alla testina.

C’è chi aggiunge limone o aceto di mele per potenziare l’effetto, ma la regola resta una: alla fine, risciacquo accurato e asciugatura completa.

Metodi “extra”: lavastoviglie, bollitura, luce UV (con prudenza)

Qui entriamo in un territorio interessante, ma meno lineare.

  • Lavastoviglie: un ciclo ad alta temperatura può ridurre molto la contaminazione in test in vitro, però a casa può rovinare setole e materiali. Se lo fai, considera che lo spazzolino potrebbe degradarsi prima.
  • Acqua bollente: immersione per 3 o 5 minuti può aiutare, ma il calore può deformare alcune setole.
  • Luce UV: i dispositivi UV possono agire su DNA batterico e virale, ma non sono indispensabili per la maggior parte delle routine domestiche.

Buone abitudini quotidiane che fanno la differenza

La disinfezione “settimanale” funziona solo se ogni giorno fai le cose giuste.

Checklist pratica:

  • Lava le mani prima e dopo l’uso.
  • Sciacqua bene le setole sotto acqua corrente.
  • Riponi lo spazzolino in verticale e lascialo asciugare all’aria.
  • Evita di conservarlo in orizzontale, l’umidità resta intrappolata.
  • Tieni gli spazzolini di famiglia separati, per ridurre contaminazioni incrociate.
  • Attenzione al cappuccio: se copre le setole e trattiene condensa, è un piccolo incubatore. Usalo solo se protegge senza sigillare l’umido.

Ogni quanto disinfettare e quando sostituire lo spazzolino

Una buona regola è disinfettare 1 o 2 volte a settimana, e sempre dopo un’influenza o un episodio gastrointestinale.

E poi c’è la scadenza, che molti rimandano: sostituisci lo spazzolino ogni 3 mesi, o prima se le setole sono piegate, sfilacciate o “molli”. Uno spazzolino consumato pulisce peggio e trattiene di più.

Cosa evitare (o valutare con attenzione)

Alcune pratiche sono controverse:

  • Microonde: rischio di danni, materiali non adatti e risultati incoerenti.
  • Candeggina: possibile, ma facilmente rischiosa per residui se non risciacqui in modo impeccabile.
  • Disinfezioni aggressive e troppo frequenti: possono rovinare le setole, e uno spazzolino rovinato è un cattivo alleato.

Se hai dubbi specifici, per esempio apparecchi ortodontici, gengive molto sensibili o infezioni ricorrenti, chiedere al dentista come personalizzare la routine è la scelta più intelligente. In pratica, però, la combinazione vincente per molti è semplice: risciacquo quotidiano, asciugatura corretta, e aceto bianco al 50% per 10 minuti quando vuoi davvero “azzerare” il rischio.

Redazione International News

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