Ti accorgi che qualcosa non va quando il caffè esce più lentamente del solito, fa quelle bollicine strane e, soprattutto, perde un po’ di profumo. A me è successo così: ho svitato la moka e ho visto quella patina biancastra, dura, quasi “gessosa”. Il calcare non perdona, ma la buona notizia è che puoi mandarlo via in pochi minuti con un metodo naturale, semplice e davvero efficace.
Perché il calcare rovina (davvero) la moka
Il calcare è il nemico silenzioso delle macchine che scaldano acqua, e la moka non fa eccezione. Si attacca alla caldaia, ai filtri, ai forellini, e pian piano:
- rallenta la risalita dell’acqua
- altera la temperatura di estrazione
- può lasciare un retrogusto “piatto”
- aumenta il rischio di otturazioni
In pratica, non è solo una questione estetica: è qualità del caffè e anche durata della tua moka.
Il metodo naturale in 10 minuti: acqua e aceto bianco
Se vuoi andare sul sicuro, la coppia più affidabile è acqua + aceto bianco. È un rimedio casalingo, economico, e funziona perché l’acidità dell’aceto scioglie i depositi minerali (quelli che a occhio sembrano impossibili da togliere).
Cosa ti serve
- Aceto bianco
- Acqua
- (Opzionale) un pizzico di sale fino
- Una spugna morbida o uno spazzolino
Procedimento rapido
- Prepara la miscela: versa nella caldaia della moka parti uguali di acqua e aceto bianco fino a riempirla. Se vuoi, aggiungi un pizzico di sale fino (aiuta sulle incrostazioni più ostinate).
- Monta la moka senza caffè: inserisci filtro e imbuto vuoti, avvita bene.
- Metti sul fornello: accendi la fiamma come per un caffè normale. Quando la miscela sale e finisce nella parte superiore, trascina con sé anche il calcare disciolto.
- Spegni e lascia respirare: aspetta un minuto, giusto il tempo di non scottarti.
- Risciacqua abbondantemente: svuota tutto e lava ogni pezzo con tanta acqua corrente. Qui non essere timido, l’odore di aceto deve sparire.
Il passaggio che molti saltano (e poi se ne pentono)
Fai un “caffè a vuoto” con sola acqua, senza polvere. Serve a eliminare ogni residuo di aceto e a riportare la moka a un sapore neutro. Se vuoi essere ancora più preciso, ripeti il risciacquo una seconda volta.
Variante utile: 2 parti d’acqua e 1 di aceto
Se preferisci un trattamento un po’ più delicato, puoi usare 2 parti di acqua e 1 di aceto bianco. In questo caso, ti consiglio anche di:
- immergere i filtri nella miscela per qualche minuto
- strofinare con uno spazzolino (soprattutto i forellini)
È un approccio comodo quando il calcare è “diffuso” ma non pesante.
Alternativa naturale senza aceto: acido citrico
Se non ami l’odore dell’aceto, c’è un’altra strada molto pulita: l’acido citrico. È spesso usato anche per la manutenzione domestica, e il suo funzionamento si basa sulla stessa idea, sciogliere i sali minerali, spiegata bene quando si parla di decalcificazione.
Come fare:
- Riempi la caldaia con acqua
- Aggiungi 2 cucchiaini di acido citrico
- Monta la moka senza caffè
- Fai salire la soluzione come una normale erogazione
- Risciacqua benissimo e fai un passaggio finale con sola acqua
Prevenzione: il trucco per non arrivare al “disastro”
La vera svolta è non aspettare che la moka “si chiuda” di calcare. Una routine semplice ti evita fatica e preserva l’aroma:
- Decalcifica una volta al mese (più spesso se hai acqua molto dura)
- usa acqua filtrata o in bottiglia, se puoi
- controlla che il filtro abbia i fori liberi
- asciuga bene i pezzi dopo il lavaggio, l’umidità favorisce residui e opacità
Alla fine, è un gesto piccolo, quasi automatico. E la prossima volta che sentirai il gorgoglio giusto e vedrai il caffè salire fluido, ti sembrerà di aver rimesso a nuovo non solo la moka, ma anche il tuo rituale quotidiano.




