Ti è mai capitato di finire le pulizie, guardare il pavimento e pensare, “Ok, pulito… ma è anche davvero igienizzato”? In quel momento l’alcol sembra la scorciatoia perfetta: evapora in fretta, lascia una sensazione di “asciutto”, profuma di pulito. Eppure, sul pavimento funziona solo in alcuni casi precisi, e usarlo male significa sprecare prodotto, irritare la pelle, o peggio rovinare la superficie.
Quando l’alcol funziona davvero (e quando no)
L’alcol può contribuire alla disinfezione perché danneggia la struttura di molti virus e batteri, ma ha una condizione fondamentale: deve arrivare a contatto diretto con il microrganismo e restare sulla superficie per un minimo di tempo.
Ecco perché è adatto soprattutto a superfici dure e non porose, dove non viene “bevuto” dal materiale e non lascia aloni o danni:
- piastrelle
- gres porcellanato
- ceramica
- linoleum (solo dopo una prova in un angolo nascosto, perché alcune finiture non gradiscono i solventi)
Al contrario, su materiali porosi o delicati l’alcol è spesso una falsa buona idea. Può penetrare, seccare, opacizzare o lasciare segni, senza nemmeno garantire l’efficacia che immagini:
- cotto
- parquet e legno in generale
- alcune pietre naturali (soprattutto se lucidate o trattate)
Se hai un pavimento di questo tipo e vuoi un’igiene “rinforzata”, meglio orientarsi su metodi compatibili con il materiale, evitando esperimenti.
La questione della concentrazione: perché non va usato puro su grandi aree
Qui arriva la parte che sorprende molti: l’alcol “da manuale” per essere davvero efficace sui microrganismi lavora spesso a concentrazioni alte (tipicamente tra 60% e 80%). Queste percentuali hanno senso su zone piccole, ad esempio un punto specifico in bagno, un’area vicino ai bidoni, una macchia “sospetta” da trattare localmente.
Ma sul pavimento di tutta casa usarlo puro è poco pratico e controproducente:
- evapora troppo in fretta e rischia di non avere tempo di contatto
- irrita di più vie respiratorie e pelle
- è uno spreco economico
Per l’uso quotidiano, su pavimenti compatibili, la strategia più sensata è la diluizione al 20-30% in acqua, sempre dopo la pulizia.
Come usarlo bene, passo per passo
Se vuoi farlo in modo ordinato, senza improvvisare, questa è la sequenza che mi ha sempre dato i risultati più “puliti”, in tutti i sensi.
Pulisci prima
Prima passa acqua e un detergente neutro, o sapone. Se c’è sporco, grasso o polvere, l’alcol rischia di trascinare tutto in giro invece di lavorare davvero.Prepara la diluizione
Se parti da alcol denaturato al 90%, porta la miscela a circa 20-30% di alcol nel secchio o in uno spruzzino. Per zone più critiche puoi aumentare leggermente, ma sempre dopo una prova su un angolo.Applica con microfibra
Usa un panno o un mocio in microfibra ben strizzato, deve essere inumidito, non gocciolante. Passa in modo uniforme, senza “allagare” il pavimento.Lascia agire e non risciacquare subito
Lascialo asciugare da solo per qualche minuto. È lì che l’alcol fa il suo lavoro, poi evapora senza lasciare residui appiccicosi.Arieggia e proteggiti
Apri le finestre, soprattutto in bagno e cucina. Indossa guanti di gomma se hai la pelle sensibile. Ricorda che è infiammabile, quindi niente fiamme libere o fornelli accesi mentre lo usi.
Errori comuni da evitare
Ci sono tre scivoloni tipici che vedo fare spesso:
- Mescolare alcol e candeggina (o altri prodotti forti): meglio evitare, possono formarsi vapori irritanti o pericolosi.
- Usarlo come “pulitore unico” senza lavare prima: l’igiene parte dalla rimozione dello sporco.
- Trattare parquet o cotto “tanto per”: se si rovinano, poi non si torna indietro.
Vantaggi reali e alternative sensate
Il bello dell’alcol, quando è usato nel modo giusto, è che è rapido, economico e non lascia una patina. È perfetto per una manutenzione veloce su piastrelle in bagno o cucina, quando vuoi una sensazione di pulito immediata.
Se invece ti serve un’azione diversa, ad esempio più sgrassante o adatta a materiali delicati, valuta alternative specifiche (aceto su alcune superfici, oppure candeggina diluita solo dove indicato e con tutte le cautele). L’idea chiave è semplice: non esiste un prodotto unico per tutto, ma esiste un modo intelligente di scegliere in base al pavimento che hai sotto i piedi.




