Riscaldamento a pavimento: quanto si può risparmiare davvero in bolletta?

Fuori fa freddo, in casa ti muovi scalzo e il pavimento rimanda un calore continuo. Da lì la domanda: quanto si alleggerisce la bolletta? Un impianto radiante può consumare meno di un sistema a radiatori tradizionale, anche se il risparmio non scatta da solo.

Perché può consumare meno

Il pavimento riscaldato usa acqua a bassa temperatura, di solito intorno ai 30–40°C, mentre i termosifoni hanno bisogno di acqua a 50, 60 o anche 80°C. Se l’acqua va scaldata meno, la caldaia (o il generatore) consuma meno.

C’è poi un altro aspetto che chi vive con questi impianti nota: il calore risulta più uniforme. Non resta tutto concentrato vicino ai termosifoni, ma si diffonde da tutta la superficie. In questo modo spesso si riesce a stare con 1 o 2 gradi in meno, e nelle case progettate meglio anche con 2 o 3°C in meno.

Con una pompa di calore il vantaggio può diventare ancora più evidente, perché questi sistemi producono acqua a temperature piuttosto basse.

Quanto si risparmia davvero

Si può ottenere un risparmio tra il 20% e il 30% rispetto ai radiatori tradizionali, quando la casa è ben isolata e l’impianto è regolato correttamente. In condizioni favorevoli – edificio efficiente, impianto dimensionato correttamente e generatore moderno – il risparmio può arrivare intorno al 35% annuo.

Per una famiglia di 4 persone che consuma circa 1.000 m³ di gas l’anno, il risparmio potrebbe stare intorno ai 300 euro all’anno. Il risultato effettivo varia in base a:

  1. zona in cui si vive
  2. come è isolato l’edificio
  3. costi dell’energia
  4. modo in cui si usa l’impianto
  5. come viene regolato l’impianto

Nel settore si afferma che il pavimento radiante è adatto alle case vissute sempre, non a quelle dove si accende e si spegne di continuo.

Quando ha davvero senso, e quando un po’ meno

SituazioneEffetto sul risparmio
Casa ben isolataMolto favorevole
Impianto regolato bene, uso costanteFavorevole
Caldaia a condensazione o pompa di caloreFavorevole
Abitazione con scarso isolamentoRisparmio ridotto
Uso solo per poche ore al giornoPoco favorevole
Progetto o posa non correttiPossibili consumi simili ai radiatori

Perfino associazioni come Altroconsumo

Cosa guardare prima di decidere

Se stai pensando di installare l’impianto, ci sono alcune verifiche pratiche da fare:

  1. Dai un’occhiata a come è isolata la casa. Cappotto, serramenti e punti in cui il calore scappa contano più o meno quanto l’impianto.
  2. Verifica che generatore hai. Una caldaia recente, o una pompa di calore fatta bene, di solito lavora meglio.
  3. Pensa a come usi davvero la casa.
  4. Fatti fare un progetto curato. Distanza tra le tubazioni, temperature di esercizio e gestione dei termostati cambiano parecchio il risultato.
  5. Guarda anche il raffrescamento estivo. Spesso lo stesso impianto può usare acqua fredda.

E i costi iniziali?

La spesa di partenza resta più alta rispetto ai radiatori, di solito intorno ai 50-70 euro al metro quadro, ma può salire o scendere a seconda di materiali scelti, tipo di massetto, finiture e quanto è complicato il cantiere. Con gli incentivi fiscali e consumi più contenuti, il rientro dell’investimento può stare sui 5-10 anni.

Con il pavimento radiante spesso si spende meno, anche intorno al 20%–30%, ma succede solo se la casa si presta davvero e l’impianto è pensato correttamente. Prima ha senso dare un’occhiata a pareti, infissi e al modo in cui usi gli ambienti.

Redazione International News

Redazione International News

Articoli: 418

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *