Ti è mai capitato di sfornare una pizza “buona”, ma con quella mollica un po’ compatta che ti fa pensare, “Ok, però non è quella”? A me sì, e la svolta è arrivata con un gesto minuscolo, quasi banale, che in cucina fa tutta la differenza: trattare il lievito con la stessa cura con cui tratteresti un ingrediente “nobile”. Da lì, l’impasto cambia faccia, diventa soffice, pieno d’aria, e soprattutto lo ottieni in tempi realistici da serata infrasettimanale.
Il trucco degli chef (quello che cambia davvero il risultato)
Il cuore del metodo è semplice: sciogliere completamente il lievito di birra fresco in acqua tiepida con un pizzico di zucchero. Non “mescolare un po’”, ma sciogliere fino a ottenere un liquido uniforme, senza granelli e senza pezzetti.
Perché funziona? Perché dai al lievito un avvio regolare, senza stress. In pratica, parti con il piede giusto e ti ritrovi una lievitazione più prevedibile, un impasto più elastico, e una pizza che resta morbida anche a distanza di ore.
(Se ti piace capire cosa succede sotto al cofano, è pura fermentazione, solo applicata con attenzione e tempi giusti.)
Ingredienti (per circa 4 persone)
- 500 g di farina 00 (meglio standard, non troppo “forte”)
- 250-300 ml di acqua tiepida
- 5-7 g di lievito di birra fresco (oppure 4-5 g secco)
- 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
- 1 cucchiaino di sale
- mezzo cucchiaino di zucchero
Metodo: impasto soffice e veloce (2-3 ore totali)
Attiva il lievito
In una ciotola versa l’acqua tiepida, aggiungi zucchero e lievito. Mescola 1-2 minuti e poi aspetta ancora un paio di minuti: deve risultare tutto sciolto e omogeneo.Incorpora la farina gradualmente
Aggiungi la farina un po’ alla volta, prima con un cucchiaio, poi con le mani. Impasta per 10 minuti. Sì, dieci veri: è il tempo in cui l’impasto smette di essere “slegato” e diventa coerente.Sale e olio, ma alla fine
Unisci il sale quando l’impasto è già formato, poi l’olio. Impasta ancora finché senti la massa più liscia. Se all’inizio è appiccicoso, resisti: è normale e spesso è proprio lì che nasce la morbidezza.Prima lievitazione in forno spento con luce accesa
Ungi una ciotola, metti l’impasto, copri con pellicola o un panno. Metti in forno spento con luce accesa per 1-1,5 ore, finché raddoppia.Stesura senza reimpastare (qui c’è la magia)
Rovescia l’impasto su teglia ben oliata e stendi solo con le mani, usando i polpastrelli. Non rimpastare e non schiacciare con forza: vuoi conservare l’aria intrappolata dentro.Seconda lievitazione rapida e cottura
Lascia riposare 30 minuti in teglia. Poi condisci e cuoci a 250°C statico, ripiano basso, 15-20 minuti.
Le 4 mosse “pro” che evitano gli errori più comuni
- Non aggiungere farina extra quando è appiccicoso: piuttosto fai una pausa di 15 minuti, poi riprendi a impastare.
- Scegli una farina non troppo forte: rende l’impasto più leggero e, spesso, più digeribile.
- In cottura, punta a croccante sotto e morbido dentro: teglia ben oliata e ripiano basso aiutano tantissimo.
- Stendi con calma: se “spremi” l’impasto, perdi gli alveoli e la pizza ti torna compatta.
Il risultato (e perché non torni più indietro)
Quando lo fai così, te ne accorgi già al tatto: l’impasto è vivo, pieno, leggero. In forno gonfia senza irrigidirsi, e al morso senti quella morbidezza che di solito associ alla pizzeria. La parte migliore? Non è un rituale infinito: è un metodo pratico, ripetibile, e perfetto per casa, anche senza planetaria.




