Alle tre del pomeriggio, vicino alla finestra, il pavimento è già tiepido e l’aria sembra quasi immobile. Quando arriva un caldo fuori stagione o davvero esagerato, la casa finisce per somigliare a una serra. In pratica succede che il sole entra dai vetri, scalda superfici e arredi, e quel calore poi resta lì.
Spesso si può ridurre il calore percepito anche senza climatizzatore, giocando soprattutto su tre aspetti: ombra, movimento dell’aria e taglio delle principali fonti di calore interne. Quanto funzioni dipende da esposizione, piano, isolamento e umidità.
Fermare il sole prima che faccia danni
Il modo che funziona meglio, di solito, non è cercare di raffreddare tutto dopo, ma non far entrare il calore fin dall’inizio. Chi abita in case esposte a sud o a ovest: dopo un paio d’ore di sole pieno, puntato sui vetri, dentro la temperatura comincia a salire.
Ecco qualche cosa che puoi fare durante la giornata:
- chiudere finestre, tapparelle, persiane e tende quando fuori picchia di più il sole
- meglio, quando si riesce, scegliere schermature esterne, che bloccano i raggi prima che arrivino al vetro
- si possono usare ombrelloni, teli, piante sul balcone o tende da sole per creare un po’ d’ombra già all’esterno
- può valere la pena pensare a pellicole solari per i vetri e a una coibentazione migliore di tapparelle e cassonetti
Aprire al momento giusto
Tenere le finestre spalancate tutto il giorno, con 36 gradi fuori, alla fine spesso rende la casa ancora più calda. L’aria conviene farla entrare quando fuori rinfresca davvero: la mattina molto presto e la sera tardi o in piena notte.
Per usarla:
- prova ad aprire le finestre su lati opposti
- tieni aperte anche le porte interne
- se la casa ha più piani, puoi sfruttare il cosiddetto effetto camino: l’aria più fresca entra dalle aperture più basse, mentre quella calda se ne va da quelle più in alto
Lo stesso principio si ritrova spesso anche nell’edilizia bioclimatica: l’aria calda tende a salire e, con uno sbocco in alto, riesce a uscire più facilmente.
Piccoli accorgimenti
- Metti un ventilatore puntato verso una bacinella con acqua e ghiaccio.
- Se entra anche solo una brezza, puoi inumidire appena una tenda leggera. Il fresco arriva grazie all’evaporazione, cioè quando l’acqua diventa vapore e, nel farlo, si porta via un po’ di calore.
- Stendi il bucato in una zona all’ombra.
- Spegni luci che non servono, dispositivi in stand by, forno e fornelli quando non ti occorrono.
Tenere il forno acceso per un’ora può scaldare una cucina.
Limitare il calore prodotto in casa
In quei momenti conviene scegliere soprattutto:
- pasti freschi o piatti che si cucinano in fretta
- lampadine a basso consumo
- docce tiepide e veloci
- molta acqua
Su questo, anche istituzioni sanitarie e organismi che si occupano di efficienza energetica battono sempre lo stesso tasto: il comfort estivo non è solo una questione di temperatura dell’aria, c’entrano anche umidità, irraggiamento e le nostre abitudini di ogni giorno.
Soluzioni che tornano utili anche negli anni dopo
Un buon isolamento – che sia un cappotto termico oppure materiali naturali adatti all’involucro dell’edificio – aiuta sia d’estate sia d’inverno. Poi ci sono gli infissi fatti bene, i cassonetti isolati come si deve e le schermature fisse.
L’investimento va ragionato ogni volta da zero: ogni edificio fa un po’ storia a sé, la zona climatica pesa parecchio e la qualità dei materiali cambia molto il risultato.
Quando fuori l’aria è ferma, densa, quasi da non respirare, conviene immaginare la casa come una sorta di scatola da mettere al riparo: tenere ombra di giorno, far entrare aria solo nei momenti giusti, evitare il più possibile nuove fonti di calore.

