Ti capita di prendere una sigaretta tra le dita, magari la rigiri un secondo verso la luce, e vicino al filtro intravedi quella fila di buchini minuscoli. Servono a far entrare aria dall’esterno durante il tiro, che si mescola al fumo.
A cosa serve davvero quel piccolo foro
Quel che di solito viene chiamato foro di ventilazione sta di norma verso la fine del filtro, nella parte che arriva alla bocca. Da quei buchini entra aria che si mescola col resto. Il fumo viene diluito e, nella boccata, è più bassa la concentrazione di catrame, nicotina e delle altre sostanze che ci stanno dentro.
Vuol dire solo che, in certe condizioni, il fumo arriva un po’ meno concentrato rispetto a un filtro senza ventilazione.
Come funziona davvero il filtro
Il foro entra in gioco insieme al filtro, che nelle sigarette più recenti può essere fatto con fibre particolari e, a volte, con materiali come il carbonio attivo, che aiuta a trattenere una parte di certe sostanze più volatili.
Dal lato pratico, il filtro si fa in vari modi diversi:
- intercettazione diretta, cioè il blocco delle particelle solide che si fermano e restano impigliate nelle fibre
- compressione inerziale, che rallenta il flusso del fumo
- precipitazione di diffusione, un meccanismo che porta a trattenere alcune parti più fini e certi vapori
In pratica, il filtro fa da barriera, mentre il foro serve a gestire quanto forte arriva il tiro.
Perché molti non se ne accorgono
Questi microfori, a guardarli, quasi non si vedono e il più delle volte vengono coperti. Se le dita o le labbra finiscono per coprire i fori, passa meno aria e il fumo arriva più concentrato.
Capita spesso di sentirlo dire: due tiri dalla stessa sigaretta possono sembrare diversi solo per il modo in cui la si tiene tra le dita.
Il legame con le sigarette “light”
Quei fori sono stati più volte messi in relazione con la definizione di alcune sigarette come light o a ridotto contenuto. Nei test standardizzati la ventilazione del filtro fa risultare più bassi i valori misurati di catrame e nicotina.
Le maggiori istituzioni sanitarie ripetono da anni che “light” non significa affatto più sicura. Se chi fuma tira più a fondo, accende più sigarette del solito o copre i fori, quell’effetto di diluizione può praticamente svanire.
Come accorgersi di questi fori
- guarda il filtro proprio dove si attacca alla carta
- fai girare piano la sigaretta sotto una luce abbastanza forte
- prova a vedere se c’è una o più file di piccolissimi fori messi in modo regolare
- sfiora il filtro tra le dita
Non tutte le sigarette ce l’hanno nello stesso punto: posizione, quantità e grandezza cambiano a seconda del tipo di sigaretta.
Quello che conta davvero
Quel piccolo foro non è lì per caso: qualcuno l’ha pensato apposta per far respirare il filtro e cambiare un po’ il modo in cui arriva il fumo. In certi casi può abbassare la presenza di alcune sostanze che si inalano. Capire come funziona permette di guardare con più attenzione un oggetto che di solito non si nota.




