Ti è mai capitato di guardare il tuo cane sbadigliare e pensare, “Che tenero, ha sonno”? Anch’io l’ho fatto, per anni. Poi ho iniziato a notare un dettaglio: quello sbadiglio compariva sempre nei momenti “strani”, prima di incontrare altri cani, quando entravano ospiti in casa, o mentre lo accarezzavo con troppa foga. E lì ho capito che, spesso, non c’entra la stanchezza.
Il segnale che molti scambiano per noia
Uno dei comportamenti più comuni e sottovalutati che indicano stress nel cane è lo sbadigliare frequente, spesso accompagnato dal leccarsi ripetutamente le labbra o il naso. In molti casi è un vero e proprio “segnale calmante”: il cane prova a autocalmarsi o a comunicare che la situazione gli crea disagio.
Il punto chiave è il contesto. Uno sbadiglio dopo una passeggiata lunga è normale. Ma se avviene “a freddo”, senza sonno, senza fame, senza attività fisica, allora vale la pena fermarsi un secondo e osservare tutto il resto.
Come riconoscerlo nella vita quotidiana
Ecco quando lo sbadiglio da stress tende a comparire:
- durante un rimprovero o un tono di voce più duro del solito
- mentre qualcuno si avvicina troppo velocemente o lo fissa negli occhi
- in ambienti rumorosi, affollati, con odori nuovi e intensi
- in auto, dal veterinario, dal toelettatore
- durante giochi troppo eccitanti o “invadenti”, soprattutto con bambini
Spesso, insieme allo sbadiglio, puoi notare una postura rigida, il corpo leggermente spostato di lato, una zampa sollevata o un volto che sembra “tirato”, come se la bocca fosse in tensione.
Altri segnali poco noti che raccontano lo stress
Lo sbadiglio è solo la punta dell’iceberg. Lo stress può emergere con segnali piccoli, facili da ignorare, ma molto coerenti se li metti insieme.
Segnali comportamentali da non sottovalutare
- Ansimare improvviso senza sforzo: non c’è caldo, non ha corso, eppure respira veloce. Può essere attivazione emotiva, con aumento della tensione.
- Grattarsi nervosamente o toelettatura eccessiva: come se si “scaricasse” addosso, a volte fino a irritazioni o perdita di pelo.
- Fissare insistentemente o congelarsi: alcuni cani diventano immobili, altri guardano in modo fisso. È una risposta di blocco, spesso prima di un allontanamento o di una reazione più netta.
- Scuotere la testa: va valutato con attenzione, perché può anche indicare fastidi fisici, ma talvolta è parte dell’agitazione.
Segnali fisici che parlano chiaro
- Iper salivazione o bava improvvisa
- Sudore dai cuscinetti delle zampe, soprattutto in situazioni nuove
- tremori, irrequietezza, difficoltà a “stare fermo”
Quando lo stress è intenso, nel corpo entrano in gioco meccanismi ormonali, come il rilascio di cortisolo, che nel breve aiuta ad affrontare l’evento, ma se resta alto troppo a lungo può peggiorare benessere e comportamento.
I sintomi “classici” che spesso arrivano dopo
Se lo stress diventa frequente o cronico, di solito compaiono anche segnali più evidenti:
- vocalizzazioni esagerate, guaiti, abbai insistenti, mugolii
- rifiuto del cibo o appetito “a singhiozzo”
- coda tra le gambe, corpo basso, o al contrario iperattività
- piloerezione sul dorso, pupille dilatate
- disturbi gastrointestinali come diarrea o vomito, minzione più frequente
Qui è facile pensare “È testardo” o “Fa i capricci”. In realtà, spesso sta solo dicendo: “Per me è troppo”.
Cosa fare quando lo noti (senza farsi prendere dal panico)
Lo stress occasionale è normale. Il cane, come noi, può avere giornate storte. La differenza la fa la ripetizione e l’intensità. Se noti sbadigli frequenti e leccate compulsive, prova così:
- Riduci lo stimolo: allontanati, abbassa il ritmo, crea distanza da ciò che lo agita.
- Semplifica la situazione: meno persone addosso, meno mani che lo toccano, meno richieste tutte insieme.
- Dagli una scelta: una via di fuga, una cuccia tranquilla, la possibilità di non interagire.
- Escludi cause mediche: ansimare, prurito o scuotere la testa possono anche avere origini fisiche, quindi un confronto con il veterinario è sensato.
Se impari a leggere quel piccolo sbadiglio “fuori posto”, spesso riesci a intervenire prima che lo stress diventi paura, reattività o chiusura. E cambia tutto: per lui, e anche per te.




