Capita sempre così: finisci di cucinare, sciacqui al volo la pentola, apri l’acqua e pensi, “Tanto va tutto giù”. E invece no. Il lavello sembra un portale magico, ma è più simile a una strada stretta con curve e punti critici, dove certi residui si fermano, si incastrano e, giorno dopo giorno, costruiscono un tappo perfetto.
Perché il lavello “si vendica” (anche quando sembra pulito)
Lo scarico non è un tritatutto. Dentro i tubi l’acqua scorre, ma non con la forza che immagini, e soprattutto incontra grassi, saponi, detersivi e piccole incrostazioni. È lì che alcuni scarti, anche minuscoli, diventano colla, cemento o reti che catturano tutto il resto. Risultato: cattivi odori, gorgoglii, deflusso lento e, nei casi peggiori, chiamata d’urgenza.
Ecco le 5 cose che davvero non dovresti mai buttare nel lavello.
1) Fondi di caffè: piccoli, naturali, pericolosi
I fondi di caffè sembrano innocui proprio perché sono “terra”. Il problema è che non si sciolgono: si depositano nelle curve del sifone e, quando incontrano un po’ di unto o residui di sapone, diventano una massa compatta.
Cosa fare invece:
- mettili nell’umido
- usali come fertilizzante (in piccole quantità)
- prova uno scrub delicato per le mani (se ti piace l’idea di recuperare in modo semplice)
2) Farina: quando incontra l’acqua diventa colla
La farina è la classica trappola da impasto “fantasma”. La sciacqui e sparisce… almeno in superficie. In realtà, con l’acqua diventa una pasta densa, si attacca alle pareti dei tubi e crea una base su cui poi si incolla tutto il resto.
Abitudine salva-scarico:
- raccogli la farina a secco con carta o spatola
- poi smaltiscila nell’organico (se previsto) o come indicato dal tuo comune
3) Oli e grassi: il nemico numero uno (e non solo per i tubi)
Qui non si scappa: oli e grassi sono tra le cause più frequenti di ingorghi. Caldi sembrano liquidi e docili, ma appena si raffreddano solidificano. In più, contribuiscono all’inquinamento delle acque e complicano il lavoro dei sistemi di trattamento come la depurazione.
La soluzione giusta è semplice:
- versa l’olio usato in un contenitore (anche una vecchia bottiglia)
- portalo nei punti di raccolta previsti dalla tua zona (isole ecologiche o contenitori dedicati)
Consiglio pratico: per l’unto di padelle e teglie, passa prima un foglio di carta e buttalo, poi lavi normalmente.
4) Gusci d’uovo: frammenti duri che si incastrano
I gusci d’uovo non sembrano una minaccia, ma spezzati diventano piccoli “sassolini”. Nelle curve dei tubi possono fermarsi, e quando si mescolano a grassi e detersivi formano frammenti duri, fastidiosi da spostare con il semplice flusso d’acqua.
Dove vanno:
- nell’umido se il tuo comune lo accetta
- altrimenti nell’indifferenziato
5) Resti di cibo ricchi di fibre: la rete che trattiene tutto
Qui ci finiscono in mezzo tante cose quotidiane: bucce, torsoli, pelli, ma anche pasta e riso cotti. Le fibre non si sciolgono, si arrotolano, si gonfiano e trattengono residui come in una piccola rete. La pasta, poi, è micidiale: tra amido e consistenza, crea un impasto che si compatta facilmente.
Trucco che cambia tutto:
- usa un colino o una retina nel lavello
- svuotala nell’organico dopo aver lavato
Extra: altre cose da trattare con cautela
Oltre ai cinque “colpevoli”, vale la pena ricordare:
- detersivi troppo aggressivi, soprattutto se usati in eccesso
- farmaci, che vanno smaltiti nei contenitori dedicati
- etichette adesive e materiali appiccicosi, che possono incollarsi e fare da base agli accumuli
Mini check rapido (da salvare nella testa)
- Se non si scioglie, non va nel lavello.
- Se diventa colloso, peggio ancora.
- Se galleggia e poi solidifica, è un disastro annunciato.
Bastano queste cinque attenzioni, e ti assicuro che il lavello smette di “fare rumore” e torna a fare solo il suo lavoro, senza sorprese.




