Stai pagando troppo (o troppo poco) la tua colf? Ecco la paga oraria giusta aggiornata per legge

Ti è mai capitato di fare un rapido calcolo a fine mese e pensare, “Sto pagando il giusto, oppure sto sbagliando tutto”? Con il lavoro domestico succede spesso: si parte da una cifra “a sensazione”, poi arrivano l’adeguamento annuale, i contributi, la tredicesima, e improvvisamente la paga oraria non sembra più così semplice.

La cifra che cambia tutto dal 1° gennaio 2026

Dal 1° gennaio 2026 la retribuzione oraria minima per una colf non convivente di livello B (la classica “colf generica”, quella più comune) è 7,01 €/ora. Questo valore nasce dall’adeguamento dell’1% legato al costo della vita rilevato da ISTAT e dagli aggiornamenti previsti dal rinnovo contrattuale del 28 ottobre 2025, con la revisione al 30 novembre.

Qui sta il punto cruciale: 7,01 €/ora è un minimo legale contrattuale, non un “consiglio”. Pagare meno significa esporsi a recuperi, differenze retributive, regolarizzazioni e possibili contenziosi. Pagare molto di più, invece, può capitare quando si sottovaluta il livello corretto o si confonde il netto con il lordo.

Quanto vale davvero un’ora: minimi 2026 per non conviventi

Se vuoi orientarti subito, questa è la fotografia dei minimi orari 2026 per i livelli non conviventi più frequenti:

LivelloDescrizione tipicaMinimo orario 2026 (€)
AAddetti generici6,51
ASEsperienza specifica6,76
BColf generiche7,01
BSSuperiore7,45
CQualificate7,86
CSSuper qualificate8,30

La differenza tra A, AS e B spesso si gioca su autonomia, responsabilità e abilità pratiche. Se la persona gestisce la casa in modo stabile, organizza le attività, ha esperienza e riduce la necessità di “istruzioni”, è facile che il livello corretto non sia il più basso.

Contributi: la parte che molti dimenticano

Anche quando la paga oraria ti sembra chiara, la vera sorpresa di solito arriva dai contributi INPS (più la quota Cassacolf). Per i non conviventi, i contributi orari variano in base alla retribuzione oraria lorda (totale, con tra parentesi la quota lavoratore):

  • Fino a 9,61 €/ora: 1,70 € (0,43 €)
  • 9,61 a 11,70 €/ora: 1,92 € (0,48 €)
  • Oltre 11,70 €/ora: 2,34 € (0,59 €)

C’è poi un caso particolare che crea confusione: per rapporti oltre 24 ore a settimana, si applica una retribuzione convenzionale di 6,20 €/ora ai fini contributivi, con contributi 1,24 € (0,31 € quota lavoratore). È un meccanismo tecnico che può far sembrare “strani” alcuni conteggi, ma è previsto proprio per uniformare il calcolo.

Due scenari reali: quanto costa alla famiglia

Per non restare nel teorico, ecco due esempi indicativi (le cifre possono variare per ore, scatti, accordi, trattenute e dettagli contrattuali):

  1. Colf livello B, circa 25 a 30 ore/settimana
    Retribuzione lorda stimata intorno a 760,50 € mensili, con un costo complessivo per la famiglia che può arrivare a circa 1.788 €, includendo contributi (spesso versati trimestralmente, nell’ordine di circa 221 € a trimestre in alcuni casi).

  2. Badante convivente livello CS
    Retribuzione indicativa 1.195,97 €, con costo famiglia stimato intorno a 1.540 €.

Il messaggio da portare a casa è semplice: la paga oraria è solo l’inizio, poi entrano in gioco contributi, tredicesima, ferie, TFR e, se presenti, eventuali indennità.

Come essere in regola senza impazzire

Per evitare di pagare troppo poco (con rischi) o troppo (per errori di impostazione), fai così:

  • Verifica il livello contrattuale in base alle mansioni reali (non a come lo chiamiamo in famiglia).
  • Da gennaio 2026 ricalcola tutto con l’adeguamento 1%, includendo 13ª, ferie e TFR.
  • Se la persona è convivente, ragiona su paga mensile e orario massimo (per esempio livello B, 983,16 € con riferimento fino a 54 ore).
  • Usa strumenti di calcolo come WebColf per simulazioni e buste paga, e per i casi dubbi confrontati con patronati o con l’assistenza INPS.
  • Tieni d’occhio gli aumenti futuri già programmati (ad esempio +30 € nel 2027, +15 € nel 2028 su alcune basi mensili), perché incidono sulla pianificazione.

Alla fine, la “paga giusta” è quella che rispetta i minimi 2026, inquadra correttamente il livello e tiene conto del costo completo. Se oggi paghi una colf livello B non convivente sotto 7,01 €/ora, la risposta è netta: stai pagando troppo poco. Se invece stai molto sopra senza un motivo contrattuale chiaro, vale la pena rimettere ordine ai numeri, e spesso si risparmia senza togliere nulla alla correttezza.

Redazione International News

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