Cos’è il cremor tartaro e quali usi pratici può avere in casa

Apri la dispensa per fare una torta, cerchi il lievito e non c’è. Quel barattolino di cremor tartaro è spesso collegato ai dolci. È un ingrediente utile ai fornelli e anche nelle pulizie.

Che cos’è davvero

Il cremor tartaro non è altro che il bitartrato di potassio, un sale acido naturale che si forma da sé durante la lavorazione del vino. Nasce proprio lì, attaccato alle pareti delle botti.

In cucina fa soprattutto da agente lievitante, stabilizzante e anticristallizzante.

Chi si mette spesso a fare meringhe o torte morbide lo sa: a volte basta un attimo per ritrovarsi con una consistenza diversa.

Come usarlo in cucina

In cucina lo si conosce come sostituto del lievito chimico. Mescolato con un po’ di bicarbonato diventa una miscela adatta per impasti dolci e salati.

Per far lievitare gli impasti

Di solito, si usa questa proporzione:

  • 2 parti di cremor tartaro
  • 1 parte di bicarbonato

Di solito ci si regola con 8-12 grammi ogni 500 grammi di impasto, per torte, muffin, pane veloce, pizza e focacce. In pratica il cremor tartaro dà la nota acida, il bicarbonato ci reagisce e si forma anidride carbonica.

Per albumi, panna e aquafaba

Qui entra in gioco la funzione di stabilizzante: dà una mano a una massa montata a restare gonfia e con una certa forma.

  • Albumi: all’incirca 1 grammo ogni 100 grammi
  • Panna montata: più o meno mezzo cucchiaino
  • Aquafaba: si può usare allo stesso modo

Per glasse, sciroppi e creme

Usato come anticristallizzante nei caramelli e nelle glasse. Può rendere più corposi sughi e creme.

Un piccolo uso extra

Messo in una ciotolina in frigorifero o appoggiato vicino ai bidoni, assorbe gli odori.

Utile anche per le pulizie di casa

Ha una leggera azione abrasiva e, se lo si dosa con un minimo di attenzione, si può usare su parecchie superfici diverse.

Macchie sui tessuti

Quando la macchia è concentrata in un punto, si può preparare una sorta di pasta usando:

  • 1 cucchiaino di cremor tartaro
  • un po’ di detersivo liquido

Si passa sulla zona interessata, si lascia lì per qualche minuto e poi si sciacqua via. Per i capi bianchi un po’ spenti o ingrigiti, 1 cucchiaino per litro d’acqua tiepida, lasciando in ammollo per tutta la notte.

Lavelli, sanitari e ceramica

Mescolato con un po’ di aceto bianco, più o meno 3 cucchiaini di ciascuno. Si passa sulla superficie e poi un risciacquo abbondante.

Pentole, rame e piano cottura

Con un po’ di succo di limone si riesce a lavorare su residui bruciati, stoviglie in acciaio e anche su oggetti in rame. Con le superfici delicate, però, vale sempre: provare prima su una piccola area.

Come riconoscerlo e conservarlo

In etichetta può essere scritto come cremor tartaro, bitartrato di potassio oppure indicato come additivo alimentare E336.

Per conservarlo va bene un posto asciutto, chiuso come si deve e lontano dall’umidità.

Avere il cremor tartaro in casa vuol dire tenere lì, in dispensa, un ingrediente che si presta a molti usi: dà una spinta all’impasto, rende la meringa più stabile e aiuta anche con qualche macchia o alone.

Redazione International News

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