Apri lo sportello a fine ciclo e tiri fuori i bicchieri, oppure ti sembra che i piatti non siano puliti come ti aspetteresti. Di solito sono piccole impostazioni e abitudini d’uso che cambiano il risultato già dai primissimi lavaggi.
1. Controlla la durezza dell’acqua prima di tutto
La durezza dell’acqua è la quantità di sali minerali presenti, soprattutto calcio e magnesio: quelli che, con il tempo, portano alla formazione di calcare. Se l’acqua è molto dura e la lavastoviglie non è impostata nel modo giusto, possono comparire aloni bianchi, bicchieri meno luminosi e piccoli residui su piatti e stoviglie.
In quasi tutti i modelli trovi delle strisce reattive o qualche indicazione nel manuale che ti aiuta a capire come misurare questo valore. Una volta fatto il test, regola l’addolcitore interno, che è quello che si occupa di limitare il calcare durante il lavaggio.
Nell’uso di tutti i giorni, quando si vedono bicchieri un po’ rovinati o con quella patina biancastra, spesso alla fine si scopre che il problema era proprio lì.
2. Carica bene le stoviglie, ma senza esagerare
In generale, la regola è questa:
- Piatti, pentole e teglie di solito vanno nel cestello inferiore
- Bicchieri, tazze e ciotole meglio tenerli nel cestello superiore
- Posate messe in modo che l’acqua riesca davvero a passarci in mezzo
Il braccio irroratore inferiore spinge l’acqua con più forza. Nella parte alta il getto è più gentile, così vetro e oggetti leggeri restano più protetti.
Capita spesso di esagerare: il problema più frequente è il sovraccarico. Se piatti e pentole stanno tutti appiccicati e si toccano ovunque, i getti d’acqua non passano come dovrebbero e qualche parte resta sporca. Prima di far partire il programma basta un’occhiata veloce: prova a far girare a mano il braccio di lavaggio, se si blocca o struscia da qualche parte vuol dire che c’è qualcosa da sistemare.
3. Scegli il programma giusto e risparmia davvero
Il programma più corto non è per forza quello che ti fa spendere meno. In molti casi il programma eco consuma meno acqua ed energia, perché lavora a temperature più basse e con tempi pensati per limitare gli sprechi.
Se le stoviglie non sono particolarmente sporche, in genere basta un ciclo sui 50 gradi. Per il normale uso di tutti i giorni – i piatti della sera, i bicchieri usati a colazione – non serve andare su temperature alte.
Un altro accorgimento è far partire la macchina solo quando è piena, senza però stiparla all’inverosimile.
4. La manutenzione regolare cambia più di quanto pensi
Quando la lavastoviglie inizia a lavare “così così”, di solito il primo sospetto cade sul filtro. È lì che si ferma lo sporco dei piatti e, se si riempie troppo, il risultato è quasi sempre lo stesso: lavaggi meno efficaci e odori poco piacevoli che restano dentro. Se la usi spesso, una pulizia fatta con una certa costanza, anche ogni settimana o comunque molto di frequente.
Anche le guarnizioni dello sportello hanno bisogno di un minimo di cura. Basta passare un panno appena inumidito per togliere sporco, unto e quei piccoli residui.
Ogni tanto, più o meno una volta al mese, può valere la pena fare un ciclo a vuoto ad alta temperatura usando un prodotto apposito, oppure un po’ di aceto bianco, sempre che sia indicato nelle istruzioni del produttore. In questo modo si sciolgono grasso, residui e piccole incrostazioni che restano all’interno. È meglio dare sempre un’occhiata al manuale del proprio modello, perché certi materiali e componenti hanno bisogno di attenzioni diverse.
Usare la lavastoviglie vuol dire regolare l’acqua, caricare i piatti, scegliere un programma e dedicarle qualche minuto di manutenzione.




